Ci sono gli uomini, gli animali e le bestie. Poi arrivano Santanché, Buonanno e Feltri

Su questa terra vivono gli uomini, gli animali e le bestie. Poi ci sono anche loro: Santanché, Buonanno e Feltri. Quei rifiuti umani che davanti alla morte di 717 pellegrini esultano. La Santanché che, da sempre paladina della libertà, della democrazia e dei valori cristiani e occidentali, accusa chi è morto in pellegrinaggio di essere una bestia. Di avere delle colpe non precisate. Fortunatamente difende le povere donne costrette ad andare alla Mecca dai loro mariti. Inutile spiegarle che è il sogno di ogni musulmano poter andare a fare quel viaggio. Inutile raccontarle la storia di quella donna pakistana che ha passato la vita intera ad racimolare, moneta dopo moneta, il costo del biglietto per poter arrivare alla Mekka. Non avrebbe nemmeno senso riferirle la preghiera di chi spera di non tornare vivo a casa, perché tanto sente di aver vissuto abbastanza e che la conclusione più bella sarebbe quella di essere sepolto in quella terra. Buonanno dice che ci vorrebbe uno zoo per loro. Lui è sicuramente esperto di animali. Sarebbe il candidato ideale per gestirlo. Da dentro, naturalmente. Feltri chiede altre stragi. Io chiedo meno nascite di persone come Feltri. Di solito non mi abbasso ai livelli dei vermi che strisciano, ma stavolta lasciatemi dire che mi fate schifo. Non provo altro per voi. Solo schifo.
Apprezzo molto invece le parole di Papa Francesco che da New York ha pregato per le vittime musulmane, augurando agli altri buone feste. Non ha sentito il bisogno di rimproverare o dare lezioni a nessuno. O forse sì, i Santanché, i Buonanno e i Feltri dovrebbero imparare da lui cos’è la dignità.

 

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