Il pellegrinaggio alla Mecca spiegato in breve

Chi ci va, torna a casa come il giorno in cui è nato. Pulito da ogni peccato. E’ questo il pellegrinaggio alla Mecca, il hajj. Obbligatorio solo una volta nella vita per i musulmani che abbiano la possibilità di farlo. Il rituale è previsto nei primi dieci giorni di Dhul Jihha, l’ultimo mese del calendario islamico. Oggi è il 9, è il giorno di Arafa ed è il momento più importante del rito. Nella zona che dista una decina di chilometri da Mecca ora sono riunite oltre due milioni di persone. Provenienti da ogni angolo della terra. Diversi fra loro. Alcuni ricchissimi, altri ci hanno messo una vita intera per mettere da parte il prezzo del viaggio. Parlano migliaia di lingue diverse. Sono però accomunati dall’essere musulmani. Persino nel vestito oggi non c’è differenza tra loro: tutti portano due pezze di stoffa, non cucite. Solo l’indispensabile per coprirsi. Questa notte dormiranno tutti all’aperto. Chi stava in un albergo a cinque stelle dormirà sotto le stelle. Chi dormiva nascosto sotto un ponte questa notte la passerà insieme a chi ha realizzato quel ponte.

Domani è il giorno di festa. Per tutti i musulmani. Nessuno però gioirà come i pellegrini, loro hanno il diritto di sentirsi speciali. Oggi e domani.

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