Quel no al vaccino costato la vita a 300mila persone

In risposta a chi si informa su internet e decide di non vaccinare i propri figli, mettendo loro e gli altri in serio pericolo, vi riporto la storia raccontata da Charles Seife nel suo libro “Le menzogne del Web”.

Il 28 ottobre 1999, Thabo Mbeki, all’epoca presidente del Sudafrica, tenne un discorso controverso sull’Azt, il primo farmaco contro l’Hiv. “Nel nostro Paese, in molti hanno chiesto al governo di rendere il farmaco Azt disponibile nel sistema sanitario nazionale”, dichiarò, aggiungedo però che “la tossicità di questa medicina è tale da rappresentare un pericolo per la salute”. In sostanza un presidente di una nazione, epicentro dell’Hiv (nel 1997 quasi il 13 per cento della popolazione era infetto), teneva fuori dal paese l’unico farmaco disponibile.

Da dove scaturì questa folle decisione? Il presidente non entrò nel dettaglio ma presto si scoprì che si era informato su internet. Lui stesso invitò i membri del Consiglio nazionale delle province a “esaminare la grande mole di letterature disponibile online”. I medici e i ricercatori che studiavano l’Aids erano esterrefatti.

Il presidente Mbeki si era imbattuto nei siti web dei negazionisti dell’Hiv e si stava consultando con loro. Diventando in fretta un devoto credente, attuò politiche volte a impedire la distribuzione del farmaco.
Uno studio del 2008 sul “Journal of Acquired Immune Deficiency Sundromes” stimò che più di 300mila persone avessero perso la vita tra il 2000 e il 2005 in seguito all’ostinato rifiuto di Mbeki di permettere ai cittadini di assumere farmaci antivirali.

I trecentomila morti sono l’estrema conseguenza di una ricerca su Google andata male. Teniamolo presente quando abbracciamo campagne di cui non abbiamo nessuna certezza.

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